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Author Topic: Lucio Battisti  (Read 1575 times)
Der Blutsauger
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La batteria, il contrabbasso...


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« on: January 15, 2010, 03:32:07 PM »

Ho iniziato a comprare pezzo per pezzo la discografia completa degli album di Battisti, quindi... quale occasione migliore per aprirci un topic? Le informazioni sui vari album vengono da luciobattisti.info, una delle comunità più interessanti su Battisti, mano a mano che comprerò e sentirò i vari album le modificherò (se mi troverò in disaccordo) e posterò una brevissima analisi dell'album in oggetto.

-

Basti pensare a Picasso, a quello che ha significato la rottura, la provocazione dei primi esperimenti dell'artista, divenuti poi documenti, divenuti addirittura scuola, serviti da stimolo e apertura a nuove cose. Anche nella musica più elementare è utile fare oggi queste operazioni; nella musica contemporanea l'hanno già fatto, nel mondo delle canzoni, quello più vicino alle masse, quello più immediato, per la gente più semplice, ancora invece non è stato fatto, siamo ancora legati alla strofa, alla rima, sia pure, trattandosi di cantautori, di brani impegnati e ricchi di significato. Ma son sempre cose che si subiscono. Questa sudditanza dell'ascoltatore deve essere modificata...

Lucio Battisti

Discografia:

Primo periodo (o periodo "dei singoli"):

Influenze musicali: Pop italiano, beat, blues/cantautorale
Brani più famosi: Un'avventura ; Balla Linda ; Emozioni ; Mi ritorni in mente ;  Acqua azzurra, acqua chiara ; Dieci ragazze
All'epoca si diceva: È una cosa straordinaria, unica! (Pete Townshend, a proposito di "Emozioni")

Album:
Lucio Battisti
Emozioni

Secondo periodo (o periodo "italiano"):

Influenze musicali: Pop italiano, prog, soul, blues, krautrock
Brani più famosi: I giardini di marzo ; Dio mio no ; Innocenti evasioni; E penso a te ; Confusione; Il mio canto libero ; Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi...
All'epoca si diceva: Il mio cantante preferito è di gran lunga Lucio Battisti. (David Bowie, l'autore del testo inglese di "Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi...", che coverizzera con Mick Ronson)

Album:
Amore e non amore
Umanamente uomo: Il sogno
Il mio canto libero

Terzo periodo (o periodo "latino"):

Influenze musicali: Pop italiano, prog, folk, musica latino-americana
Brani più famosi: La collina dei ciliegi ; Ma è un canto brasileiro ; Il nostro caro angelo ; Due mondi ; Gli uomini celesti ; Anima Latina
All'epoca si diceva: Già ne "Il nostro caro angelo" si avvertiva questa mia ironia verso il Lucio Battisti degli anni precedenti, questa demitizzazione, non per volontà suicida, non per autolesionismo, non per voler rinnegare, ma semplicemente per preparare il terreno all'azzeramento di una personalità monumentale, per azzerarla prima e successivamente umanizzarla al massimo, farla partecipare alla vita degli altri, conversare con gli altri per mezzo della musica […] con cose vere, dette in mezzo agli altri in mezzo alla musica, non falsamente o ipocritamente modeste, solo uguali a quelle di tutti gli altri. (Lucio Battisti parlando di "Anima Latina")

Album:
Il nostro caro angelo
Anima Latina

Quarto periodo (o periodo "nordamericano"):

Influenze musicali: Pop italiano, funk, disco
Brani più famosi: Ancora tu ; Il veliero ; Amarsi un po'/To feel in love ; Sì, viaggiare/Keep on cruising ; Neanche un minuto di "non amore"/There's never been a moment ;  Perchè no ; Nessun Dolore ; Una donna per amico ; Una giornata uggiosa ; Con il nastro rosa
All'epoca si diceva: Il guaio è che in Italia ci sono ancora troppi cantanti alla Claudio Villa. [...] Trovo i suoi testi (di Fabrizio De Andrè) interessanti, ma piuttosto goliardici, tant'è vero che piacciono solo agli studentelli. La parte musicale poi è solo accompagnamento, mentre in ritengo che debba sempre avere il ruolo principale nelle canzoni. (Lucio Battisti, parlando della musica italiana)

Album:
Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera [4/5]
Io tu noi tutti
Images
Una donna per amico
Una giornata uggiosa

Quinto periodo (o periodo "dei bianchi"):

Influenze musicali: Synthpop, new wave, trip-hop, jazz fusion, rap, electroclash, technopop
Brani più famosi: E già ; Mistero ; Scrivi il tuo nome ; Straniero ; Le cose che pensano ; Fatti un pianto ; Equivoci amici ; A portata di mano ; L'Apparenza ; Potrebbe essere sera ; La sposa occidentale ; Cosa succederà alla ragazza ; Ecco i negozi ; La metro eccetera ; Cosa farà di nuovo ; Almeno l'inizio ; La voce del viso
All'epoca si diceva: Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali. Devo distruggere l'immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. (Lucio Battisti)

Album:
E già
Don giovanni
L'apparenza
La sposa occidentale
Cosa succederà alla ragazza
Hegel
« Last Edit: February 11, 2010, 02:18:59 AM by Der Blutsauger » Logged




Si api na lu cielu na potta 'nmaliritta
Si api na la terra la fossa di li motti
Luna è no cielu sangu e focu sunnu pronti già 
Agghiastru conza alivi 'nmaliritti
Agneddi spaccati hannu lu cori na li petti
Luna è no cielu tuttu è pronti pi lu jocu di li spiddi...


(Inchiuvatu: Lu jocu di li spiddi)

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« Reply #1 on: January 15, 2010, 09:18:30 PM »

E' indiscutibile che sia stato un grande artista,ed è ancora di fama mondiale. Però di approfondire oltre le 4-5 belle canzoni che ha fatto davvero ora non mi va^^
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"i pooh?"
"no i puuuuuuuuuuuk!1!!!11!1!!"
Cit Shusuke.
Der Blutsauger
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« Reply #2 on: January 16, 2010, 12:46:14 AM »

C'è tempo, mica c'è fretta. Piano piano posterò delle mini-analisi di tutti i suoi album, così chi vorrà approfondire una porzione specifica della sua carriera (ha composto cose enormemente diverse tra di loro) potrà farlo senza perdersi nel mare della sua discografia. E poi onestamente mi sono rotto le palle di sentir parlare del Battisti-musicante-di-canzonette-da-spiaggia, credo si meriti molto di più (anche un po' per riprendere quel discorso sulla musica pop che facevamo in offtopic non molto tempo fa).
« Last Edit: January 16, 2010, 12:48:16 AM by Der Blutsauger » Logged




Si api na lu cielu na potta 'nmaliritta
Si api na la terra la fossa di li motti
Luna è no cielu sangu e focu sunnu pronti già 
Agghiastru conza alivi 'nmaliritti
Agneddi spaccati hannu lu cori na li petti
Luna è no cielu tuttu è pronti pi lu jocu di li spiddi...


(Inchiuvatu: Lu jocu di li spiddi)

Kastel
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« Reply #3 on: January 16, 2010, 02:45:09 PM »

E poi onestamente mi sono rotto le palle di sentir parlare del Battisti-musicante-di-canzonette-da-spiaggia

XD

Quote
(anche un po' per riprendere quel discorso sulla musica pop che facevamo in offtopic non molto tempo fa).

*sospira*
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Der Blutsauger
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« Reply #4 on: January 16, 2010, 04:00:11 PM »

Toh, giusto in tempo.  Grin (Tutti gli album di Battisti/Mogol in edicola a 10€ l'uno, per i prezzi ai quali si trovano alcuni di questi non è mica male...  Grin)
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Si api na lu cielu na potta 'nmaliritta
Si api na la terra la fossa di li motti
Luna è no cielu sangu e focu sunnu pronti già 
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« Reply #5 on: February 11, 2010, 02:14:33 AM »

#8 - Periodo Americano:

Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso eccetera

Tracklist:

1) Ancora tu (4:43)
2) Un uomo che ti ama (6:06)
3) La compagnia (cover, 5:47)
4) Io ti venderei (4:31)
5) Dove arriva quel cespuglio (4:09)
6) Respirando (4:56)
7) No dottore (5:42)
8 ) Il veliero (5:59)
9) Ancora tu (ripresa, 0:37)

Lineup:

Lucio Battisti - musica, arrangiamenti, produzione, voce, chitarra acustica, pianoforte
Mogol - testi
Carlo Donida Labati - musica (ne La compagnia)
I Ragazzi del Mulino:
Claudio Pascoli - sax
Ivan Graziani - chitarra elettrica, mandolino
Claudio Maioli - tastiere
Hugh Bullen - basso
Walter Calloni - batteria, percussioni
Il Volo:
Alberto Radius - chitarra elettrica (in Io ti venderei e Il Veliero)
Gianni Dall'Aglio - batteria (in Io ti venderei e Il Veliero)
Bob Callero - basso (in Io ti venderei e Il Veliero)
Gabriele Lorenzi - Eminent (in Io ti venderei e Il Veliero)

Siamo nel febbraio del 1976 e Lucio Battisti è reduce dal flop di vendite di Anima Latina, un interessantissimo album nato dopo un suo viaggio in sudamerica. Già da qualche tempo i dirigenti della Numero Uno cercavano di esportare la musica di Lucio al di fuori dell'Italia con risultati altalenanti, spronati anche dal fatto che nella musica di Battisti c'erano sempre state forti influenze della musica internazionale, soprattutto della musica nera americana. E' questo il contesto nel quale viene composto "La batteria, il contrabbasso", con i primi provini registrati in California (dove Battisti era andato per approfondire la sua conoscenza della musica statunitense) e le registrazioni definitive fatte in Italia, negli studi del Mulino (un antico mulino riadattato a studio-residence, dove  i musicisti vivevano ventiquattr'ore su ventiquattro immersi nella natura), prima con i musicisti de "Il Volo" (un gruppo prog-rock nato dallo scioglimento della Formula 3, tra gli altri vi militavano Radius e Lavezzi) e poi con un nuovo gruppo di musicisti, giovanissimi, radunatisi attorno alla figura del sassofonista Claudio Pascoli (ex PFM). Vennero soprannominati "I ragazzi del mulino", e registrarono tutti i pezzi dell'album eccetto Io ti venderei e Il veliero (che rimasero nell'originale incisione dei membri de "Il Volo") e Respirando (che fu registrata in solitaria da Battisti).
La batteria, il contrabbasso più che un titolo è una dichiarazione di poetica. L'album si apre con il singolo trainante, Ancora tu, four on the floor, basso in primo piano, arrangiamento scarno. La melodia (al synth) è trascinante e richiama in un certo senso alcune partiture elettroniche di Anima Latina (seppure con atmosfere completamente diverse). Il canto si fa parlato, anticipando alcune soluzioni sonore della techno anni 80.
Io ti venderei, potrebbe rappresentare tutto ciò che c'è dietro la composizione di questo album: l'unione di una ritmica incessante con la tipica melodia della musica pop italiana, un discorso che per i discografici di Battisti appariva assolutamente folle (tant'è che lo consideravano già commercialmente morto e prevedevano per il disco un flop commerciale ancora maggiore di quello del disco precedente).
Ma anche altri brani meritano un discorso a parte.
La compagnia, uno dei pochi brani cantati da Battisti e non scritti da lui, è una cover di un pezzo di Carlo Donida portato al successo originariamente da Marisa Sannia nel 1969. L'arrangiamento rispetto all'originale è più elettronico, adeguato ai canoni dell'album. Molti rimasero spiazzati da queste scelte per gli arrangiamenti, che ponendo in primo piano con forza la sezione ritmica delle canzoni andavano contro quella che era tutta la tradizione orchestrale della musica leggera italiana, e parlarono di brani "provinistici", non arrangiati. Ma per capire l'impatto dirompente che questo disco ebbe sulla musica pop italiana basta ascoltare un altro brano simbolo, Il Veliero, con la sua lunghissima introduzione strumentale di più di due minuti, dominata da un giro di basso ipnotico e azzeccatissimo. Respirando, invece, sembra quasi essere uscita direttamente dalle session di Anima Latina, con cui condivide le atmosfere sudamericane, quasi a dimostrare che tra questo album e il precedente non c'è nessun tipo di cesura e che il discorso musicale di Battisti è un discorso "fluido", per quanto lo si possa schematizzare e dividere in "fasi".
La batteria, il contrabbasso è un album importante tanto per Lucio (che imboccata la strada dell'elettronica non tornerà più indietro) quanto per la musica italiana tutta. Fu un album di rottura e ancora oggi ha musicalmente molto da dire. Non è un album perfetto, intendiamoci: ha i suoi momenti meno riusciti (Dove arriva quel cespuglio, No dottore) e in un certo senso molte idee espresse per la prima volta in quest'album verranno rielaborate in maniera più fluida nel disco successivo (Io tu noi tutti), con un Battisti più conservatore, più nei ranghi e meno intenzionato a tentare nuove sonorità quanto a perfezionarsi e a rifinire il suo suono, con un risultato più pulito ma sicuramente meno genuino del "materiale grezzo" de La Batteria, il contrabbasso, che per questo gli rimane una spanna sopra. Una tappa fondamentale nella storia della musica italiana. [4/5]
« Last Edit: February 11, 2010, 02:22:00 AM by Der Blutsauger » Logged




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« Reply #6 on: May 19, 2010, 05:39:21 PM »

Dovresti mettere dei link ascoltabili  Sad
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